Istanza ufficiale al presidente Monti al fine di chiedere la revoca di De Gennaro
Ill.mo. Sig. Presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Monti
Ci rivolgiamo a Lei senza alcuna autorevolezza e senza alcuna legittimazione politica, o pubblica, se non quella di essere semplici cittadini di questo Stato.
Abbiamo usato la S maiuscola, non per buona creanza scritturale, ma perché crediamo nello Stato.
Crediamo in questo Paese (anche qui la lettera maiuscola).
Crediamo nella Costituzione Repubblicana.
E per questo, da credenti nella Democrazia ci rivolgiamo a Lei.
Affinché in un Paese le Istituzioni possano dirsi democratiche, non solo devono ovviamente esserlo, ma lo devono anche apparire.
Sig. Presidente, la Democrazia è e deve essere come l’alba al mattino con l’aria tersa e pulita. Deve apparire in tutto il suo splendore, senza foschia e senza alcuna nuvola che la possa minimamente offuscare.
Ma venendo all’argomento che ci muove a rivolgerci a Lei, Le scriviamo in merito alla nomina del Dott. De Gennaro quale sottosegretario al Ministero degli Interni.
Ci permetta, pro domo nostra, una citazione sul dott. De Gennaro, una definizione data dal Presidente della Repubblica Cossiga, nell’aula del Senato della Repubblica, durante un’interpellanza parlamentare, come Senatore a vita, qui non si tratta se essere estimatori o meno del Presidente Cossiga, ma è certo interessante il suo punto di vista :
“…Scagnozzo, losco figuro, Gianni De Gennaro ha una tale bassezza morale che non mi può offendere neanche se mi sputa in faccia, (…) un uomo che è passato indenne dalla tragedia di Genova“.
Non sono frasi nostre, non abbiamo la conoscenza della storia italiana, dei suoi fatti, dei suoi protagonisti che aveva, comunque, il Presidente Cossiga.
La Tragedia di Genova, caro Professore Monti.
De Gennaro passato indenne dalla tragedia di Genova.
Sono passati 11 anni da quella tragedia. Una tragedia definita da Amnesty International come “la più grande sospensione dei diritti democratici in un paese occidentale dalla fine della Seconda Guerra mondiale”.
Nomi come Diaz, Bolzaneto, le immagini dei pestaggi, della violenza inaudita e immotivata delle forze dell’ordine, sono un’onta indelebile per la nostra Democrazia.
Un’onta che la Giustizia non potrà comunque alleviare.
Le ferite che sono state aperte quel giorno non sono ancora rimarginate.
E non le rimargineranno le condanne in sede penale dei dirigenti funzionari e agenti di Polizia. Non le rimargineranno le condanne del Ministero degli Interni al risarcimento dei danni per le condotte illecite poste in essere dagli appartenenti alle forze di Polizia.
De Gennaro era il capo della Polizia in quei giorni. Era il capo della Polizia durante quella tragedia.
Era il capo di quella Polizia accusata da Amnesty International di aver sospeso i diritti democratici.
A volte, caro Presidente, si può essere responsabili anche senza avere una responsabilità diretta.
A volte si è responsabili di qualcosa anche senza averne la responsabilità giuridica.
Le tante sentenze della Magistratura Italiana parlano di violenza inaudita e immotivata.
Il Governo del tempo in generale, e la Polizia in particolare, non seppero gestire quell’evento.
Caro Presidente noi pensiamo che in un paese evoluto, in una società, in una struttura organizzata, il Capo sia sempre e comunque responsabile della condotta dei propri sottoposti.
Qui non si tratta del mero “Chi sbaglia paga”; qui si parla di responsabilità, di etica, di senso dello Stato, di fare un passo indietro.
All’indomani della sentenza della Cassazione che confermava le condanne inflitte a dirigenti e agenti per i fatti della Diaz, nessuna scusa, nessun mea culpa, da parte del dott. De Gennaro ma solidarietà per i condannati.
La solidarietà ai condannati è un fatto forte, un fatto politico dove chi solidarizza, comprende e giustifica.
Riportiamo la definizione del termine “solidale” che si legge sul Devoto Oli: “Solidale: Pienamente concorde con una linea di condotta seguita da altri, fino a condividerne i rischi le responsabilità gli impegni.”
Condivisione di responsabilità.
De Gennaro, sentenze a parte, è comunque il responsabile, per sua stessa ammissione tardiva. Responsabile dei fatti della Diaz, e del G8 in generale.
In Italia, quindi, abbiamo un sottosegretario agli Interni definito da Cossiga come losco figuro, un uomo pienamente concorde, solidale, con la condotta di dirigenti della Polizia di Stato che per giustificare un pestaggio notturno di pacifici manifestanti, li calunniano mettendo delle bottiglie molotov dentro le scuola.
Che dei poliziotti costruiscano finte prove per incolpare qualcuno è agghiacciante;
che queste finte prove servano a pestare ragazzi inermi che stanno magari dormendo, la “ macelleria messicana “ come definita da un funzionario di polizia, è ributtante.
Che un sottosegretario, poi, sia pienamente concorde con questa linea di condotta è inquietante.
L’Italia non appare più ai nostri occhi un Paese democratico perché ha un sottosegretario che legittima condotte da regime dittatoriale.
Sig. Presidente, il Governo da Lei presieduto sta chiedendo tanti sacrifici a noi cittadini italiani. I sacrifici sono duri da affrontare e la durezza comporta un conflitto sociale che si fa ogni giorno più aspro.
Per questo occorre far comprendere che le Istituzioni sono espressione della volontà popolare e democratica.
L’Italia deve essere, ma deve anche apparire come un Paese democratico, e la Democrazia è un’alba luminosa nell’aria tersa del mattino.
Sig. Presidente, faccia che quell’alba sia veramente luminosa.
Faccia sì che nessuna nuvola la offuschi.
Le chiediamo, con il rispetto che portiamo per la Sua carica, ma con la fermezza di cittadini italiani, desiderosi di credere di vivere ancora in un Paese democratico, di revocare l’incarico Istituzionale conferito al dott. De Gennaro.
Con ossequio.
Primi firmatari
Goffredo D’Antona avvocato Catania via Umberto 303 Catania
Cristiano Leonardi avvocato Catania
Giuseppe Carnabuci avvocato Catania
Francesco Auricchiella avvocato Catania
Salvo Cannata avvocato Catania
Michenri Cherubini avvocato Fermo
Vincenzo Rosa studente Giurisprudenza Catania
Per sottoscrivere l’appello tramite internet osservatorio.diritti@tiscali.it
Su Facebook è sufficiente cliccare “ mi piace “

Istanza ufficiale al presidente Monti al fine di chiedere la revoca di De Gennaro

Ill.mo. Sig. Presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Monti

Ci rivolgiamo a Lei senza alcuna autorevolezza e senza alcuna legittimazione politica, o pubblica, se non quella di essere semplici cittadini di questo Stato.

Abbiamo usato la S maiuscola, non per buona creanza scritturale, ma perché crediamo nello Stato.

Crediamo in questo Paese (anche qui la lettera maiuscola).

Crediamo nella Costituzione Repubblicana.

E per questo, da credenti nella Democrazia ci rivolgiamo a Lei.

Affinché in un Paese le Istituzioni possano dirsi democratiche, non solo devono ovviamente esserlo, ma lo devono anche apparire.

Sig. Presidente, la Democrazia è e deve essere come l’alba al mattino con l’aria tersa e pulita. Deve apparire in tutto il suo splendore, senza foschia e senza alcuna nuvola che la possa minimamente offuscare.

Ma venendo all’argomento che ci muove a rivolgerci a Lei, Le scriviamo in merito alla nomina del Dott. De Gennaro quale sottosegretario al Ministero degli Interni.

Ci permetta, pro domo nostra, una citazione sul dott. De Gennaro, una definizione data dal Presidente della Repubblica Cossiga, nell’aula del Senato della Repubblica, durante un’interpellanza parlamentare, come Senatore a vita, qui non si tratta se essere estimatori o meno del Presidente Cossiga, ma è certo interessante il suo punto di vista :

“…Scagnozzo, losco figuro, Gianni De Gennaro ha una tale bassezza morale che non mi può offendere neanche se mi sputa in faccia, (…) un uomo che è passato indenne dalla tragedia di Genova“.

Non sono frasi nostre, non abbiamo la conoscenza della storia italiana, dei suoi fatti, dei suoi protagonisti che aveva, comunque, il Presidente Cossiga.

La Tragedia di Genova, caro Professore Monti.

De Gennaro passato indenne dalla tragedia di Genova.

Sono passati 11 anni da quella tragedia. Una tragedia definita da Amnesty International come “la più grande sospensione dei diritti democratici in un paese occidentale dalla fine della Seconda Guerra mondiale”.

Nomi come Diaz, Bolzaneto, le immagini dei pestaggi, della violenza inaudita e immotivata delle forze dell’ordine, sono un’onta indelebile per la nostra Democrazia.

Un’onta che la Giustizia non potrà comunque alleviare.

Le ferite che sono state aperte quel giorno non sono ancora rimarginate.

E non le rimargineranno le condanne in sede penale dei dirigenti funzionari e agenti di Polizia. Non le rimargineranno le condanne del Ministero degli Interni al risarcimento dei danni per le condotte illecite poste in essere dagli appartenenti alle forze di Polizia.

De Gennaro era il capo della Polizia in quei giorni. Era il capo della Polizia durante quella tragedia.

Era il capo di quella Polizia accusata da Amnesty International di aver sospeso i diritti democratici.

A volte, caro Presidente, si può essere responsabili anche senza avere una responsabilità diretta.

A volte si è responsabili di qualcosa anche senza averne la responsabilità giuridica.

Le tante sentenze della Magistratura Italiana parlano di violenza inaudita e immotivata.

Il Governo del tempo in generale, e la Polizia in particolare, non seppero gestire quell’evento.

Caro Presidente noi pensiamo che in un paese evoluto, in una società, in una struttura organizzata, il Capo sia sempre e comunque responsabile della condotta dei propri sottoposti.

Qui non si tratta del mero “Chi sbaglia paga”; qui si parla di responsabilità, di etica, di senso dello Stato, di fare un passo indietro.

All’indomani della sentenza della Cassazione che confermava le condanne inflitte a dirigenti e agenti per i fatti della Diaz, nessuna scusa, nessun mea culpa, da parte del dott. De Gennaro ma solidarietà per i condannati.

La solidarietà ai condannati è un fatto forte, un fatto politico dove chi solidarizza, comprende e giustifica.

Riportiamo la definizione del termine “solidale” che si legge sul Devoto Oli: “Solidale: Pienamente concorde con una linea di condotta seguita da altri, fino a condividerne i rischi le responsabilità gli impegni.”

Condivisione di responsabilità.

De Gennaro, sentenze a parte, è comunque il responsabile, per sua stessa ammissione tardiva. Responsabile dei fatti della Diaz, e del G8 in generale.

In Italia, quindi, abbiamo un sottosegretario agli Interni definito da Cossiga come losco figuro, un uomo pienamente concorde, solidale, con la condotta di dirigenti della Polizia di Stato che per giustificare un pestaggio notturno di pacifici manifestanti, li calunniano mettendo delle bottiglie molotov dentro le scuola.

Che dei poliziotti costruiscano finte prove per incolpare qualcuno è agghiacciante;

che queste finte prove servano a pestare ragazzi inermi che stanno magari dormendo, la “ macelleria messicana “ come definita da un funzionario di polizia, è ributtante.

Che un sottosegretario, poi, sia pienamente concorde con questa linea di condotta è inquietante.

L’Italia non appare più ai nostri occhi un Paese democratico perché ha un sottosegretario che legittima condotte da regime dittatoriale.

Sig. Presidente, il Governo da Lei presieduto sta chiedendo tanti sacrifici a noi cittadini italiani. I sacrifici sono duri da affrontare e la durezza comporta un conflitto sociale che si fa ogni giorno più aspro.

Per questo occorre far comprendere che le Istituzioni sono espressione della volontà popolare e democratica.

L’Italia deve essere, ma deve anche apparire come un Paese democratico, e la Democrazia è un’alba luminosa nell’aria tersa del mattino.

Sig. Presidente, faccia che quell’alba sia veramente luminosa.

Faccia sì che nessuna nuvola la offuschi.

Le chiediamo, con il rispetto che portiamo per la Sua carica, ma con la fermezza di cittadini italiani, desiderosi di credere di vivere ancora in un Paese democratico, di revocare l’incarico Istituzionale conferito al dott. De Gennaro.

Con ossequio.

Primi firmatari

Goffredo D’Antona avvocato Catania via Umberto 303 Catania

Cristiano Leonardi avvocato Catania

Giuseppe Carnabuci avvocato Catania

Francesco Auricchiella avvocato Catania

Salvo Cannata avvocato Catania

Michenri Cherubini avvocato Fermo

Vincenzo Rosa studente Giurisprudenza Catania

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QUELLO CHE VIENE TACIUTO PER EVITARE UNA SOMMOSSA 

“Nel giugno 1981, una commissione di studio, presieduta da Paolo Baffi, direttore generale di Bankitalia, deliberò di seguire lo schema d’un giovanotto, molto stimato dai Rothschild, tale Mario Monti, il quale propose l’emissione di titoli a lungo termine, con aste mensili e quindicinali, in modo… che il rendimento cedolare fosse fissato dal mercato, con scadenze tra i 5 e i 7 anni. Il che, a detta del professorino, garantiva il potere d’acquisto e, secondo gli esiti delle aste, un piccolo rendimento dell’1-2%. Il Tesoro, zufolò Monti, avrebbe avuto da 5 a 7 anni per programmare e finanziare meglio la spesa pubblica. La proposta passò con standing ovation. Il deficit andò su come un proiettile. Le spese aumentarono invece di diminuire. Mentre Mario Monti procurava il credito a tassi impossibili, aumentarono tasse e benzina, le spese sanitarie sfondarono di mille miliardi di lirette il finanziamento statale. “http://www.italiaoggi.it/giornali/dettaglio_giornali.asp?preview=false&accessMode=FA&id=1768757&codiciTestate=1&sez=hgiornali&testo&titolo=Lemme+lemme+la+Germania+si+sta+acquistando+la+SiciliaSI RIPRESENTA, COME UNA “ZECCA” APPASSIONATA DALLA PROPRIA INFEZIONE, NEL 1989 COME “CONSULENTE ESPERTO” DEL MINISTRO DEL BILANCIO CIRINO POMICINO:“… Eppure,il premier Mario Monti, chiamato a salvare l’Italia dai gorghi del default, tra il 1989 e il 1992, erano i tempi del sesto e settimo governo Andreotti, non riuscì a impedire il peggio. Cioè l’esplosione del rapporto tra debito e pil preludio della grande tempesta finanziaria che al principio degli anni Novanta costrinse Giuliano Amato alla manovra da 103.000 miliardi di vecchie lire. In quei tre anni il peso del debito balzò dal 93,1% del 1989 al 98% del 1991 e al 105,2% del 1992. Un vero boom, insomma, pari al 12,9% in termini relativi e al 44,5% in cifre assolute, da 533,14 miliardi di euro a 799,5 “http://www.italiaoggi.it/giornali/dettaglio_giornali.asp?preview=false&accessMode=FA&id=1747516&codiciTestate=1ED ORA, SECONDO VOI, DAL NOVEMBRE 2011, CHIAMATO QUASI D’IMPERIO DA “O RE” NAPOLITANO, MONTI MARIO E’ ADVENUTO A NOI QUALE “NUME TUTELARE” DELLA NOSTRA ECONOMIA PER UN NUOVO “CRESCI ITALIA”, O COME “ACCABADORA NAZIONALE” PER ACCOMPAGNARE NELLA VIA DELL‘“EURO SENZA SPERANZA” GLI ULTIMI “SINGULTI” CONVULSI E FERALI DELLA NOSTRA ITALICA DIGNITA’ ED INDIPENDENZA ???“… In termini di Teoria dei Mass Media, sintetizzata, sarebbe questa la fase due dell’attuale governo italiano, quella succeduta al “decreto salva-Italia”??? Si sono dimenticati di spiegare chi ha salvato chi, come, dove, quando e per quanto) e che il nostro baldo ragionier Mario Monti, a metà gennaio, ebbe la sfrontatezza di definire “la fase della crescita e dello sviluppo”.Stanno lanciando la moda della “sistematica produzione di falsi”.Avendo capito di non essere assolutamente in grado né di gestire l’attuale travaglio del paese, né tantomeno sviluppare delle idee creative per il bene comune della nazione, dando fiato all’economia, rilanciando gli investimenti e allargando l’occupazione aprendo il mercato del lavoro, il governo si dedica ormai sistematicamente alla produzione di falsi. Dimostrati e dimostrabili anche da un bambino.”http://sergiodicorimodiglianji.blogspot.it/2012/04/il-governo-monti-dice-bugie-diffondono.html

QUELLO CHE VIENE TACIUTO PER EVITARE UNA SOMMOSSA 


“Nel giugno 1981, una commissione di studio, presieduta da Paolo Baffi, direttore generale di Bankitalia, deliberò di seguire lo schema d’un giovanotto, molto stimato dai Rothschild, tale Mario Monti, il quale propose l’emissione di titoli a lungo termine, con aste mensili e quindicinali, in modo… che il rendimento cedolare fosse fissato dal mercato, con scadenze tra i 5 e i 7 anni. 

Il che, a detta del professorino, garantiva il potere d’acquisto e, secondo gli esiti delle aste, un piccolo rendimento dell’1-2%. Il Tesoro, zufolò Monti, avrebbe avuto da 5 a 7 anni per programmare e finanziare meglio la spesa pubblica. La proposta passò con standing ovation. Il deficit andò su come un proiettile. Le spese aumentarono invece di diminuire. Mentre Mario Monti procurava il credito a tassi impossibili, aumentarono tasse e benzina, le spese sanitarie sfondarono di mille miliardi di lirette il finanziamento statale. “

http://www.italiaoggi.it/giornali/dettaglio_giornali.asp?preview=false&accessMode=FA&id=1768757&codiciTestate=1&sez=hgiornali&testo&titolo=Lemme+lemme+la+Germania+si+sta+acquistando+la+Sicilia

SI RIPRESENTA, COME UNA “ZECCA” APPASSIONATA DALLA PROPRIA INFEZIONE, NEL 1989 COME “CONSULENTE ESPERTO” DEL MINISTRO DEL BILANCIO CIRINO POMICINO:

“… Eppure,il premier Mario Monti, chiamato a salvare l’Italia dai gorghi del default, tra il 1989 e il 1992, erano i tempi del sesto e settimo governo Andreotti, non riuscì a impedire il peggio. Cioè l’esplosione del rapporto tra debito e pil preludio della grande tempesta finanziaria che al principio degli anni Novanta costrinse Giuliano Amato alla manovra da 103.000 miliardi di vecchie lire. In quei tre anni il peso del debito balzò dal 93,1% del 1989 al 98% del 1991 e al 105,2% del 1992. Un vero boom, insomma, pari al 12,9% in termini relativi e al 44,5% in cifre assolute, da 533,14 miliardi di euro a 799,5 “

http://www.italiaoggi.it/giornali/dettaglio_giornali.asp?preview=false&accessMode=FA&id=1747516&codiciTestate=1

ED ORA, SECONDO VOI, DAL NOVEMBRE 2011, CHIAMATO QUASI D’IMPERIO DA “O RE” NAPOLITANO, MONTI MARIO E’ ADVENUTO A NOI QUALE “NUME TUTELARE” DELLA NOSTRA ECONOMIA PER UN NUOVO “CRESCI ITALIA”, 
O COME “ACCABADORA NAZIONALE” PER ACCOMPAGNARE NELLA VIA DELL‘“EURO SENZA SPERANZA” GLI ULTIMI “SINGULTI” CONVULSI E FERALI DELLA NOSTRA ITALICA DIGNITA’ ED INDIPENDENZA ???

“… In termini di Teoria dei Mass Media, sintetizzata, sarebbe questa la fase due dell’attuale governo italiano, quella succeduta al “decreto salva-Italia”??? Si sono dimenticati di spiegare chi ha salvato chi, come, dove, quando e per quanto) e che il nostro baldo ragionier Mario Monti, a metà gennaio, ebbe la sfrontatezza di definire “la fase della crescita e dello sviluppo”.
Stanno lanciando la moda della “sistematica produzione di falsi”.
Avendo capito di non essere assolutamente in grado né di gestire l’attuale travaglio del paese, né tantomeno sviluppare delle idee creative per il bene comune della nazione, dando fiato all’economia, rilanciando gli investimenti e allargando l’occupazione aprendo il mercato del lavoro, il governo si dedica ormai sistematicamente alla produzione di falsi. Dimostrati e dimostrabili anche da un bambino.”

http://sergiodicorimodiglianji.blogspot.it/2012/04/il-governo-monti-dice-bugie-diffondono.html